Le grotte con graffiti, le tombe, le monete e le iscrizioni risalenti all'età neolitica, ritrovate nella zona tra Catanzaro e la vicina cittadina di Tiriolo, testimoniano l'antica
origine della città. Alcuni studiosi affermano che in suddetta area era situata la città di Terina.
Inoltre è indubbio che gran parte della costa ionica è stata colonia greca e probabilmente intorno al centro
storico della città sorgevano antichi insediamenti pre-magno-greci; ma le notizie certe sull'origine della città vanno riportate solo ad epoca posteriore.
L'ipotesi più probabile sull'origine del nome della città è quella secondo cui il nome derivi da due alti esponenti della milizia greca, Katà e Zaro.
Tali ipotesi, legate all'origine e al nome della città, tengono conto che molte espressioni dialettali etimologicamente derivano dal greco antico e che un antico quartiere del centro storico ha il nome di Grecìa.
A partire dal X secolo, sotto il dominio bizantino, Catanzaro comincia a diventare un fulcro economico-politico-culturale fino a conoscere un periodo di
fioritura, nella vita comunale ed in quella delle arti e dei mestieri, sotto la dominazione normanna. Grazie alla tessitura della seta si intensificano gli scambi commerciali sia con le altri regioni d'Italia che con i paesi orientali.
A partire dal 1252 fu feudo dei Ruffo fino al 1440 ad opera dell'imperatore Federico II; dopodicchè passò ai Carafa e ai Soriano.
Durante la dominazione aragonese (1400) la città visse una graduale crescita della
vita economica e sociale grazie all'efficienza dell'arte e del commercio della seta. I
maestri della seta catanzarese portarono a Lione la tecnica dei broccati, della seta pura, e dei velluti preggiati. Il quartiere della città che ospitava gli antichi laboratori e le scuole dove si tesseva e si filava conserva tuttora il nome antico di Filanda.
Quando l'imperatore Carlo V divenne re di Napoli, Catanzaro dimostro' esplicitamente la fedeltà alla corona contro le inferenze dei francesi sostenendo un forte assedio nel 1528. La cittą ebbe detto in detto periodo un proprio parlamento cittadino che eleggeva i sindaci e le altre cariche.
Lo stesso Imperatore definì la città "Magnifica et Fidelissima" e concesse
l'altissimo onore dello stemma imperiale dell'aquila reale con il motto "sanguinis effusione"nel gonfalone della città tuttora riporta lo stemma dell'aquila reale ed il motto
imperiale, unitamente ai tre colli su cui giace la città.
Dopo la morte di Carlo V si assiste ad un decadimento della città dovuto al susseguirsi di
epidemie ed alle conseguenze dei terremoti del 1638 e del 1783 sotto il regime Ferdinando I di Borbone.
Nel periodo napoleonico Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat s'insediarono nel regno di Napoli e la città visse con contrasti l'occupazione francese. Dopo la parentesi del contrastato dominio francese, la città tornò ai Borboni fino a Ferdinando II e Francesco II .
Nel 1832 un'altro terremoto riportava la città ai drammi ad esso connessi. Ma i catanzaresi restarono attivi nella vita politico-culturale; oltre ai fermenti culturali ad opera del filosofo Pasquale Galluppi e quelli del patriota Luigi Settembrini si a assistette a fenomeni legati alla "Carboneria" ad opera di Francesco Acri, mentre Guglielmo Pepe serviva Ferdinando II di Borbone per combattere gli austriaci.
Alla caduta del regime borbonico, Giuseppe Garibaldi arrivava a Catanzaro e, nonostante i dissidi, la città ben presto seguì le sorti della neo-costituita nazione unitaria.
NEAgli inizi del 1900 l'intero meridione rimase tagliato fuori dalla rivoluzione economico-industriale; solo dopo la Seconda Guerra Mondiale iniziarono i movimenti socio-economici di rilievo e di svilupo urbanistico.
Attualmente la città segue la propria vocazione di polo burocratico e amministrativo e si sviluppa prevalentemente su di un ceto medio, offrendo servizi terziari nella pubblica amministrazione e nei commerci.